Lunedì, 19/10/2020 - 22:58
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Circolare Ministero della Salute.

Circolare del Minstero della Salute del 12 ottobre 2020 inerente le indicazioni per la durata ed il termine dell'isolamento e della quarantena.

Con la circolare «Covid-19: indicazioni per la durata ed il termine dell’isolamento e della quarantena» firmata da Giovanni Rezza, il ministero della Salute ha modificato le regole sulla durata del periodo in cui i positivi a Sars-Cov-2, sintomatici o asintomatici, o i contatti stretti dei positivi devono isolarsi. L’isolamento dei casi di infezione da Sars-CoV-2 si riferisce alla separazione delle persone infette dal resto della comunità per la durata del periodo di contagiosità, in ambiente e condizioni tali da prevenire la trasmissione dell’infezione. La quarantena, invece, si riferisce alla restrizione dei movimenti di persone sane per la durata del periodo di incubazione, ma che potrebbero essere state esposte a un agente infettivo o a una malattia contagiosa, con l’obiettivo di monitorare l’eventuale comparsa di sintomi e identificare tempestivamente nuovi casi. Cosa succede ai casi positivi asintomatici? Le persone asintomatiche positive possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare con risultato negativo (10 giorni + test).


Cosa succede ai casi positivi sintomatici? Le persone sintomatiche positive possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (10 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi + test). Cosa succede ai casi positivi a lungo termine? Le persone che, pur non presentando più sintomi, continuano a risultare positive, in caso di assenza di sintomi da almeno una settimana, potranno interrompere l’isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi. Questo criterio potrà essere modulato dalle autorità sanitarie d’intesa con esperti clinici e microbiologi/virologi, tenendo conto dello stato immunitario delle persone interessate (nei pazienti immunodepressi il periodo di contagiosità può essere prolungato). Cosa succede ai contatti stretti asintomatici? I contatti stretti di casi con infezione da Sars-Cov-2, confermati e identificati dalle autorità sanitarie, devono osservare: un periodo di quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione al caso; oppure un periodo di quarantena di 10 giorni dall’ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo effettuato il decimo giorno. Si può lavorare in quarantena o in isolamento? Nei periodi di quarantena o isolamento, secondo il chiarimento dell’Inps del 12 ottobre, è previsto che il lavoratore continui a svolgere, sulla base degli accordi con il proprio datore di lavoro, l’attività lavorativa in modalità smart working presso il proprio domicilio senza che si ricorra alla tutela previdenziale della malattia. In questa circostanza, infatti, non ha luogo la sospensione dell’attività lavorativa con la relativa retribuzione. In caso di malattia conclamata, invece, il lavoratore è temporaneamente incapace al lavoro, con diritto ad accedere alla corrispondente prestazione previdenziale, compensativa della perdita di guadagno.

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