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Deliberazione del 25/09/2017
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Meno rifiuti più benessere in 10 mosse
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Il Comune di Pratola Serra, a cura dell'Assessore all'Ambiente, Angelo CAPONE, ha aderito all'iniziativa Meno Rifiuti - Piu' Benessere promossa da Comuni Virtuosi insieme ad Italia Nostra e Adiconsum. L'iniziativa tende a sollecitare il mondo della produzione e della distribuzione, nel breve-medio periodo, circa l'attuazione di 10 semplici regole per alleggerire l'impatto ambientale di imballaggi e articoli usa e getta.

Questa azione partecipa all'evento europeo di sensibilizzazione Settimana Europea per la riduzione dei Rifiuti, un evento, in programma dal 17 al 25 novembre 2012,  che mette al centro della pubblica attenzione un necessità già nota ma sempre più impellente: l'esigenza di ridurre drasticamente la quantità dei rifiuti, aumentare la produzione eco-compatibile, allungare la vita dei prodotti e promuovere consumi attenti e responsabili, di intervenire a monte per rompere il legame tra crescita economica e impatto sull'ambiente, in termini di consumi e quantità di rifiuti prodotti.

Tra gli obiettivi di questa azione, la necessità di fare arrivare direttamente alle aziende un appello all'azione forte e chiaro, affinché affrontino per la parte di loro competenza, alla radice e con più determinazione, quelle condizioni che determinano un aumento o una mancata riduzione nella produzione dei rifiuti lungo tutto il ciclo di vita dei prodotti immessi in commercio.

Non solo gli Enti e le Associazioni possono aderire all'iniziativa (visualizza chi sono i sottoscrittori dell'iniziativa), ma anche i singoli cittadini attraverso una semplice petizione, allo scopo di misurare l'interesse esistente per impostare un possibile proseguimento della campagna.

Il documento completo è visionabile su >>http://www.comunivirtuosi.org/index.php/component/content/article/50/1848-meno-rifiuti-piu-benessere<<

La nostra prima buona azione potrebbe essere quella di non stampare inultimente il documento!

Come è possibile aderire:

  • gli Enti e le Associazioni possono aderire inviando una email al seguente indirizzo >> Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. <<
  • i cittadini possono firmare la petizione su >> http://www.comunivirtuosi.org/index.php/meno-rifiuti?view=petition&id=49 <<

Secondo le stime della Banca Mondiale la crescita della popolazione mondiale e lo sviluppo economico dei paesi emergenti porterà nei prossimi 10-15 anni ad un raddoppio dei rifiuti solidi urbani attualmente prodotti che ammontano a 1,3 miliardi di tonnellate circa e dei relativi costi di gestione. 
Nonostante il fatto che il  Rapporto Banca dati sulla raccolta differenziata 2011, registri come dato positivo un calo del 1,88% dei rifiuti prodotti rispetto al 2010  la gestione dei rifiuti in Italia presenta ancora grossi elementi di criticità. Ben difficilmente riusciremo ad arrivare all’obiettivo del 65 % di Raccolta differenziata   (già conseguito e superato da altri paesi europei) se l’aumento annuo del livello di RD continuerà ad attestarsi su percentuali  modeste come l'incremento del 2,27 % avvenuto nel 2011 rispetto all'anno precedente.
La percentuale di raccolta differenziata, secondo i dati del rapporto, passa infatti dal 33,26% del 2010 al 35,5 % del 2011.
Come riportato dal documento condiviso, l'Italia occupa in Europa il 20° posto su 27 Stati membri e rientra tra i 12 paesi della classifica che hanno basse performance di gestione dei rifiuti. L'Italia conferisce in discarica ancora quasi il 50% della sua produzione totale di rifiuti che ammonta a 15 milioni di tonnellate.
Proprio per non aver provveduto a bonificare grande parte delle nostre 255 discariche di rifiuti illegali e incontrollate, nel rispetto di una sentenza del 2007 della Corte di giustizia Europea,  rischiamo ora di  dover pagare una multa da 56 milioni.
Questo contesto nazionale richiede un forte bilanciamento “a monte” nello sviluppo dei processi di produzione industriali che sono responsabili della quantità e qualità dei prodotti che vengono immessi in commercio nel rispetto del principio della responsabilità estesa del produttore.
Dobbiamo diventare i primi della classe in Europa lavorando intensamente sulla prevenzione e sulla produzione eco-compatibile per creare velocemente le condizioni affinché l'Italia diventi una  “Società del riciclo”. L'industria del riciclo viene riconosciuta come uno degli assi portanti della Green Economy capace di creare un'occupazione 10 volte maggiore rispetto allo smaltimento in discarica e all'incenerimento.

Le 10 mosse, che non si ritengono esaustive, sono state ispirate a esempi e soluzioni che hanno permesso ad altri paesi europei di raggiungere migliori tassi di riciclo e una minore produzione di imballaggi. In quanto a produzione di imballaggi a livello pro-capite, anche se il dato è riferito a qualche anno fa, siamo classificati al terzo posto in Europa.

10 AZIONI PER L'INDUSTRIA UTILIZZATRICE DI PACKAGING E LA GRANDE DISTRIBUZIONE ORGANIZZATA DA METTERE IN PRATICA SENZA INDUGI E PROMUOVERE CON UN'APPROPRIATA COMUNICAZIONE


1) Sostituire tutti gli imballaggi non riciclabili, che impediscono un riciclo efficiente o che compromettono la qualità del riciclo con imballaggi riciclabili andando verso l'impiego di monomateriali (o imballaggi di più materiali, tra di loro facilmente separabili e per i quali esista una filiera del riciclo). Inoltre nell'impiego di
materiali teoricamente riciclabili o compostabili come ad esempio il PLA (o acido Poli-lattico) va verificato se la filiera di raccolta esistente al momento sul territorio nazionale è in grado di gestire il materiale senza disfunzioni e se lo stesso può essere effettivamente compostato o riciclato con metodologie meccaniche o chimiche. Stessi accorgimenti sono applicabili dal mondo della grande distribuzione organizzata (GDO) per il packaging dei prodotti a marca propria e nei confezionamenti dei prodotti alimentari che avvengono nei punti vendita.


2) Ridurre il peso degli imballaggi con l'eliminazione dei doppi imballaggi e componenti accessori all'imballaggio superflui e la messa in commercio di prodotti iperconcentrati o allo stato solido. Tra i doppi imballaggi (o packaging secondario) di cui si può fare a meno ci sono le confezioni di cartoncino che contengono dentifrici o altri prodotti di detergenza per il corpo e gli involucri impiegati per avvolgere le due confezioni di caffè macinato utilizzati da molte marche note, sostituibili con una grafica dell'imballaggio primario che evidenzi l'impossibilità di un acquisto separato delle 2 unità. Alcuni componenti accessori dell'imballaggio, oltre a complicare conferimento e riciclaggio quando non separabili, costituiscono uno spreco evitabile come ad esempio tappi e fascette per richiudere le confezioni ma anche i manici dei flaconi. Si può tranquillamente tornare a fare a meno dei tappi a vite o a linguetta applicati a contenitori in tetrapack soprattutto quando termosaldati e difficilmente separabili. Esistono in commercio soluzioni riutilizzabili che possono assolvere alle stesse funzioni garantite dalle parti accessorie (come clip e mollette per richiudere le confezioni al posto delle fascette). Ripensare le formulazioni dei prodotti in particolare nel settore della detergenza dove il principale ingrediente è l'acqua e mettere a disposizione prodotti iperconcentrati o in forma solida si possono evitare tonnellate di plastica, ridurre i viaggi dei camion e le emissioni di Co2 complessive dovute alla produzione, distribuzione e riciclo del packaging.


3) Sostituire o eliminare negli imballaggi quelle componenti che ne impediscono o complicano il riciclaggio come le etichette sleeves e l'uso di additivi, coloranti e composti esterni. Le etichette sleeves che rivestono tutto il contenitore creano enormi problemi quando sono di diverso materiale plastico rispetto al contenitore che rivestono. Per motivi tecnici ed economici vengono scelte in PVC in molti casi e applicate su contenitori in PET. Questa pratica compromette il riciclaggio sin dalle prime fasi di selezione. A causa della sleeve in PVC il contenitore in PET non viene riconosciuto dai lettori ottici degli impianti di selezione automatica e viene scartato finendo in discarica o negli inceneritori visto anche l'insostenibilità economica della selezione e rimozione manuale dell'etichetta. Se le bottiglie di plastica delle bevande fossero tutte di PET trasparente la riciclabilità sarebbe ottimale (evitando selezioni per colore e massimizzando il valore del materiale riciclato) ed è per questo motivo che in Giappone è consentito produrre solo bottiglie trasparenti.


4) Ottimizzare l'impiego dei materiali e del design dei contenitori ai fini di un riciclo efficiente. Una nota marca ha lanciato una nuova confezione basica senza manico e in PET per un suo detersivo comunicando i motivi della scelta. Una riduzione dell'eterogeneità delle plastiche con l'utilizzo di polimeri più pregiati ai fini
del riciclo è stata perseguita recentemente da aziende leader della GDO in Canada dove per il confezionamento in house verranno usati contenitori e vaschette termoformate in PET invece che in PVC . Questa decisione ha non solamente sottratto il pvc alle discariche e soprattutto dagli inceneritori (il pvc è il precursore delle famigerate diossine) ma sta condizionando anche le decisioni sul packaging che le aziende di marca stanno prendendo.


5) Promuovere l’uso di contenitori a rendere (anche in plastica infrangibile).


6)Utilizzare ove possibile materiale riciclato per realizzare il packaging al posto di materia vergine.


7) Adottare un sistema di marcatura/etichettatura degli imballaggi che possa comunicare in modo chiaro e trasparente al consumatore il grado di riciclabilità dell’imballaggio stesso. Sulla base di questo grado di riciclabilità potrebbe essere fissato il livello di contributo ambientale che tale imballaggio deve pagare al sistema di raccolta.


8) Nei punti vendita della GDO: favorire la nascita di circuiti specifici a “filiera breve” raccoltariciclo-riprodotto, anche con sistemi a cauzione come avviene ad esempio in molte catene GDO centro europee.


9) Nei punti vendita della GDO: eliminare l'imballaggio eccessivo e ridurre il consumo di sacchetti monouso per l'ortofrutta. Per quanto riguarda alcuni prodotti alimentari confezionati in loco (ad esempio i formaggi) è possibile ridurre l'imballaggio alla sola pellicola eliminando i vassoi in polistirolo. Nel settore ortofrutta si può ridurre il consumo di sacchetti monouso mettendo a disposizione dei clienti una soluzione riutilizzabile come i retini in cotone o poliestere proposti dalla campagna Porta la Sporta con l'iniziativa Mettila in rete.


10) Nei punti vendita della GDO: favorire un cambio di abitudini che spinga i cittadini consumatori al riutilizzo di contenitori portati da casa e all'adozione di prodotti con parti intercambiabili adatti all'uso multiplo in quanto unica strategia possibile ed efficace per ridurre il consumo usa e getta. Per quanto riguarda i prodotti acquistabili sfusi con contenitori riutilizzabili del settore detersivi e detergenti per la casa e la persona è stato rilevato da negozi specializzati in prodotti sfusi che, quanto più ampio è l'assortimento a disposizione dei clienti, tanto maggiore diventa lo smercio con questa modalità. La GDO può guidare le scelte
dei consumatori dalle versioni usa e getta a versioni adatte all'uso multiplo mettendo a disposizione e valorizzando queste ultime. Partendo da un oggetto usato quotidianamente come lo spazzolino da denti va notato che l'offerta di modelli con testine intercambiabili è quasi inesistente o poco visibile. Solamente la Coop ha in assortimento un modello di spazzolino con testine intercambiabili a marca propria (realizzato in Italia) in tutti i punti vendita. Tutti i modelli di spazzolini presenti in assortimento sugli scaffali delle maggiori insegne della GDO sono spazzolini monouso che per lo più arrivano dalla Cina, tranne un unico modello che non è però capillarmente diffuso nei punti vendita.


Per quanto riguarda gli imballaggi in plastica le proposte sono in linea con le considerazioni espresse recentemente dal commissario europeo per l’Ambiente Janez Potočnik che indica due principali obiettivi che l'Europa deve raggiungere nella gestione della plastica: la riduzione del suo conferimento in discarica e la sostituzione del recupero energetico con quello meccanico, oggi fermo, in media, al 24%.

Una produzione eco-compatibile non potrà che portare benefici a cascata anche ai comuni che non raggiungeranno entro il 31 dicembre  2012 il 65% di percentuale di raccolta differenziata  e alle regioni italiane che non sono vicine all’obiettivo del 50% di avvio a riciclo dei rifiuti di carta, legno, plastica e vetro in termini di peso .

 
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